“Sono molto grato al Met Gala per avermi concesso l’onore di una mostra sul mio lavoro. Il fatto che il mio viaggio creativo sia stato preso in considerazione da una delle istituzioni che più ammiro è per me straordinario. (…) Ma dopo una lunga riflessione e molte discussioni con tutte le persone coinvolte ho deciso, con molta tristezza, che la cosa migliore per la mostra è che non avvenga ora”. Con queste parole, via Instagram, nel primo pomeriggio di lunedì John Galliano ha annunciato la sua decisione di rinunciare all’esposizione dedicata alla sua carriera che il Costume Institute del Metropolitan Museum di New York avrebbe allestito l’anno prossimo.

Le ragioni dietro la sua decisione sono note: la carriera dello stilista inglese, 65 anni, giustamente considerato tra i più grandi creativi della nostra epoca, aveva subito una brusca interruzione nel febbraio del 2011 quando l’allora direttore creativo di Dior, visibilmente ubriaco, era stato ripreso mentre urlava insulti razzisti e antisemiti in un bar di Parigi. Il video gli era costato il licenziamento in tronco; solo nel 2014, dopo un lungo percorso di riabilitazione e disintossicazione, lo stilista era tornato al lavoro come direttore creativo di Maison Margiela, ruolo mantenuto fino al dicembre 2024.