Sospesa la chemioterapia antiblastica nella Farmacia dell’ospedale “Gravina” di Caltagirone, ma l’Asp di Catania corre ai ripari e già da domani, contrariamente a quanto inizialmente ipotizzato, la situazione potrebbe tornare alla normalità.
A sollevare il “caso”, con una denuncia all’autorità giudiziaria “per provocata interruzione di pubblico servizio”, è Francesco Di Masi, componente del Tribunale dei Diritti del malato, che punta l’indice contro la “atavica carenza” di personale sanitario in servizio nell’unità operativa complessa di Farmacia del nosocomio calatino. “Tutte le sedute di chemioterapia precedentemente programmate per i pazienti oncologici afferenti ai reparti di Oncologia, Urologia e Oculistica – è il suo atto d’accusa – nella settimana che va dal 31 agosto al 5 settembre sono state sospese per l’impossibilità della sua preparazione. Eppure il rinvio di cicli programmabili di chemioterapia a causa della carenza di farmaci può compromettere l’efficacia del trattamento, diminuendo le possibilità di sopravvivenza del paziente e accrescendo il rischio di progressione della malattia o di recidive. La precisione temporale nella somministrazione dei chemioterapici è fondamentale – aggiunge Di Masi -, poiché gli schemi terapeutici sono progettati per colpire le cellule tumorali in precise fasi del loro ciclo di replicazione, riducendo al minimo i tempi in cui tumore può riorganizzarsi o sviluppare farmacoresistenza”.






