Il day after del devastante incendio nell’ecocentro di Lequile (Lecce) fa più paura del giorno delle fiamme e del fumo. L’impianto è stato sequestrato dai carabinieri di San Pietro in Lama mentre oltre venti associazioni denunciano: “il Salento da hub di rifiuti rischia di diventare la nuova terra dei fuochi”.

Salento, vasto incendio nel centro rifiuti di Lequile: nube nera e allarme aria inquinata

La cronaca e le ricostruzioni raccontano che l’incendio si è propagato dal boschetto retrostante l’impianto. Per questo motivo, per spegnere le fiamme tra la vegetazione, sono stati chiamati i vigili del fuoco che, una volta giunti sul posto, si sono resi conto che stava bruciando anche l’area deputata allo stoccaggio e selezione dei rifiuti e sono intervenuti anche nell’impianto. Sempre da fonti dirette del comando provinciale è confermata la possibile matrice dolosa, poiché sarebbero stati notati focolai visibili in più punti, innescati proprio per favorire le fiamme spinte dal vento. A bruciare oltre 50 ettari di terreno e una trentina di mezzi di Ecotecnica, oltre a capannoni e attrezzature. Esclusa, però, la presenza di amianto nel perimetro.

Sul posto i funzionari di Arpa e Comune hanno istallato le centraline per il monitoraggio dell’aria ma la ricaduta di inquinanti e particolato potrebbe avvenire anche a chilometri di distanza. Dopo lo spegnimento delle fiamme vive, in queste ore i vigili del fuoco hanno dovuto fronteggiare il pericolo più subdolo, quello del cosiddetto “effetto lava”: i materiali plastici fondono e si crea una crosta superficiale raffreddata dall’acqua e dall’atmosfera. Ma all’interno dalla cupola il materiale plastico continua a fondere e bruciare pur in assenza di contatto con l’ossigeno. L’operazione che si attua, in questi casi, è il cosiddetto “smassamento” cioè l’apertura e la divisione dei cumuli per uno spegnimento graduale di masse più piccole. Ovviamente i fumi tossici vengono continuamente sprigionati e anche per questo i sindaci dei Comuni vicini hanno diramato l’allerta invitando residenti e turisti a tenere le finestre chiuse. Inoltre la Asl ha consigliato di non consumare prodotti agricoli provenienti dalle aree interessate dalla ricaduta delle ceneri. Quindi il monitoraggio riguarderà anche pozzi d'acqua e allevamenti. Una casa di riposo è stata evacuata a Lequile e i dodici ospiti sono ritornati in famiglia.