Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiIl turismo italiano sta bene in salute. Basta osservare i dati dell’Osservatorio Crif sulle Imprese secondo i quali i primi mesi del 2026 hanno visto consolidarsi il trend di crescita in termini di arrivi, sia per quanto riguarda la domanda interna che la presenza internazionale. Insomma, siamo di fronte a una consistente crescita del comparto – che comprende circa 417mila imprese, distribuite tra servizi di ristorazione (circa 324mila aziende), servizi di alloggio (circa 76mila) e agenzie di viaggio (circa 17mila) - confermata anche dall’andamento delle erogazioni creditizie.

Da aprile 2025 a marzo 2026, gli importi dei finanziamenti concessi alle Società di Capitali del Turismo sono cresciuti di circa il 7% rispetto all’anno precedente.

Rischio creditizio e tassi di default nel settore

Se “da un lato emerge un comparto dinamico, dall’altro persistono elementi di fragilità sotto il profilo del rischio creditizio e commerciale, che continuano a mantenersi su livelli superiori alla media nazionale”, avverte Luca D’Amico, Ceo di CRIF Ratings. A fine 2025, il tasso di default delle Società di Capitali del Turismo si è infatti attestato al 4,5%, rimanendo sostanzialmente invariato rispetto al 4,6% registrato un anno prima ma ben superiore al dato nazionale (3,3%). Anche l’analisi dei pagamenti commerciali evidenzia un profilo di rischio superiore delle imprese del comparto turistico rispetto alla media nazionale.