Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenuti«La sensibilità dell'avvocatura sta cambiando: il processo non finisce con la sentenza. C’è la necessità assoluta di tutelare i diritti umani anche nella fase dell'esecuzione penale», così Gianpaolo Catanzariti, Responsabile dell'Osservatorio Carcere UCPI – Unione Camere Penali Italiane - in merito alla pubblicazione di “Ristretti in Agosto”. Un programma capillare di visite e sopralluoghi che vede impegnati avvocati penalisti, parlamentari e consiglieri regionali in decine di istituti penitenziari da Nord a Sud: da Poggioreale a Secondigliano, da Genova Marassi a Cagliari-Uta, fino ai complessi di Teramo, Pavia e Siracusa.
L’iniziativa, giunta al terzo anno consecutivo, nasce dall'esigenza dell’Osservatorio Carcere dell'UCPI di stimolare le 133 Camere Penali territoriali a monitorare le carceri proprio nel periodo estivo. Agosto è la fase più critica: mentre il Paese si ferma, il sovraffollamento e le carenze sanitarie si inaspriscono e l’attenzione mediatica scema.
L’emergenza sanitaria nelle carceri durante l’estate
«Vediamo persone con patologie gravi attendere mesi per una visita specialistica», sottolinea Catanzariti che definisce l’emergenza sanitaria uno dei veri e propri «buchi neri» informativi. La regionalizzazione della sanità crea gravi difformità territoriali di base, ma tra i detenuti si registrano attese di molti mesi per visite specialistiche di grave urgenza. «Senza dimenticare che a causa del sovraffollamento vediamo detenuti con malattie infettive, come la scabbia, vivere a stretto contatto con chi non è stato (ancora) contagiato». Il commento dell’avvocato è netto: «L’emergenza non è più una parentesi ma una condizione strutturale permanente».








