Roma, 31 agosto 2026 - L’escalation di attacchi all’Ucraina è stata decisa da Vladimir Putin "per ragioni interne, per mantenere il potere e anche la vita", è l’analisi dell'Economist. Lo zar "cerca di spiegare i suoi obiettivi usando il linguaggio della geopolitica ma di fatto è guidato dalla logica criminale del suo regime: mai mostrare debolezza. Il sistema ha una elevata tolleranza per la violenza, ma non perdona il fallimento", come sarebbe interpretata in Russia la conclusione del conflitto senza aver conquistato l’obiettivo minimo, cioè il Donbass (Per non parlare di cosa potrebbe succedere se perdesse la Crimea).
Putin: impiccato senza risultati positivi in Ucraina
E lo stesso Putin avrebbe confessato senza mezzi termini al suo entourage che se non avesse raggiunto risultati positivi con l’operazione speciale lo “avrebbero impiccato". In fondo il problema Usa è relativo, sia la recente visita di John Ratcliffe a Mosca, che quella del suo predecessore al vertice della Cia, Bill Burns nel novembre del 2021, sono stati interpretati come segni di debolezza della Casa Bianca, facendo così il gioco di Putin.
Putin deve guardarsi da quanto sta succedendo in Russia
In realtà lo zar deve guardarsi da quello che sta succedendo all’interno della Russia dopo anni di guerra. Il consenso si assottiglia sempre più, la propaganda in Tv non rassicura i cittadini russi e aumentano i commenti anti guerra sui social da parte dei giovani (il 57 per cento dei russi considera la situazione come "tesa", secondo un sondaggio di Levada) e cresce anche la tensione nell’élite che ha sempre appoggiato Putin, col prolungarsi della guerra.







