Proseguono le ricerche di 18 dispersi all'indomani del naufragio di un traghetto al largo della Repubblica Turca di Cipro del Nord (Rtcn); l'incidente, le cui cause sono ancora da accertare, ha provocato otto vittime.

Nove persone, tra cui il capitano, sono comparse questa mattina davanti a un giudice della repubblica cipriota autoproclamata - dove sono stati proclamati tre giorni di lutto nazionale - secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa nord-cipriota Tak. Altre sette persone sono state fermate con l'accusa di "omicidio colposo per negligenza". Secondo l'agenzia di stampa statale turca Anadolu, durante l'interrogatorio il capitano e i membri dell'equipaggio hanno dichiarato che la prua della nave si è spezzata a causa delle onde.

A bordo del traghetto, diretto da Girne/Kyrenia (sulla costa settentrionale della Rtcn) al porto turco di Tasucu (a sud), si trovavano 267 persone (tra passeggeri ed equipaggio), secondo quanto riferito dalle autorità locali. Domenica è stato possibile trarre in salvo 241 di loro. La Turchia ha inviato due droni e un aereo per partecipare alle operazioni di ricerca. Non sono ancora note le nazionalità delle vittime e dei dispersi.

Il traghetto, partito a metà giornata, ha iniziato a imbarcare acqua a quattro miglia nautiche (7,4 km) dalle coste cipriote; il comandante ha quindi tentato di tornare al porto di Girne/Kyrenia prima che l'imbarcazione si capovolgesse.