Nel giorno in cui sarebbe scaduta la sospensione dell’accordo di Schengen con la Spagna, il governo decide di prorogare lo stop per altri 15 giorni. Dal primo agosto, a seguito della crisi dei migranti di Ceuta, l’Italia aveva deciso di ripristinare i controlli di frontiera - in porti e aeroporti - con Madrid. In risposta, l’esecutivo di Pedro Sánchez aveva deciso a sua volta di sospendere l’accordo con Roma fino al prossimo 7 settembre.I risultati, comunicati dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi lo scorso 14 agosto, parlano di tre arresti e 21 respingimenti di persone comunque non provenienti dall’exclave spagnola in Marocco, territorio europeo ma non rientrante nel perimetro dell’accordo di Schengen."La decisione è stata assunta, in linea con l’analisi effettuata dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, in ragione del permanere degli elementi di valutazione che erano stati alla base della loro reintroduzione lo scorso 1° agosto, ma al contempo anche tenendo conto delle iniziative già avviate dalla Spagna, insieme all’Unione Europea, affinché in quell’area la situazione possa avviarsi a una prossima normalizzazione - si legge in un comunicato diffuso dal Viminale -. Le valutazioni alla base del provvedimento di proroga sono state comunicate dal Ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, al suo omologo spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, nel corso di un costruttivo confronto telefonico".Lo stop unilaterale italiano aveva scatenato un duro scontro diplomatico con il governo spagnolo. Oggi (31 agosto), Sánchez è tornato ad appellarsi alla solidarietà europea nella gestione migratoria, ricordando che durante la crisi “a Lampedusa, la Spagna ha accolto i migranti che arrivarono" in territorio italiano. "L'Europa deve essere solidale a Lampedusa, in Groenlandia e a Ceuta o alle Canarie", ha dichiarato Sanchez in un'intervista alla Cadena Ser. "Abbiamo bisogno della solidarietà dei Paesi centroeuropei e del Nord d'Europa", ha aggiunto, interrogato sulla posizione di Paesi come l'Italia, che ha sospeso lo spazio Schengen con la Spagna, dopo l'ondata migratoria del 30 e 31 luglio. "Perché nel caso della Spagna non c'è stata la solidarietà compatta dei Paesi Ue?", ha chiesto Sanchez. "Perché abbiamo un governo di coalizione progressista? O perché abbiamo una posizione rispetto a Gaza e ad altre questioni?”.Su quel che è successo a Ceuta a fine luglio, ha proseguito Sánchez, “continuiamo a indagare”, pur escludendo ogni responsabilità "in un modo o nell'altro" di un intervento delle autorità marocchine nel rilassamento dei controlli alle frontiere. "Ci sono state - ha aggiunto - reti russe e israeliane che hanno diffuso una menzogna" dando a intendere che "se si entrava a nuoto nella città autonoma di Ceuta, era impossibile il respingimento alla frontiera, cosa che non è vera".