Roma, 31 agosto 2026 – "Ho il Parkinson”. Per la prima volta Dario Franceschini parla della malattia che lo ha colpito. “Mi è stato diagnosticato nel novembre del 2020 – racconta il senatore del Pd ed ex ministro della Cultura in un’intervista al Corriere della Sera –. Un amico ha notato come muovevo le mani. Il senatore Graziano Delrio, che è medico, mi ha detto: trascini i piedi, fatti visitare. Si tratta di una malattia ancora avvolta dal mistero. Non se ne conoscono le cause. È impossibile da prevenire. E se ne possono curare solo i sintomi: non si guarisce, né regredisce”. "La diagnosi è stata una botta tremenda – confessa ancora l’esponente dem – . Avevo avuto un infarto nel 2014, più qualche altro acciacco ben risolto. Però, insomma, si trattava d'incidenti di percorso che un po' tutti mettiamo in preventivo. Il Parkinson è una malattia diversa, ti accompagna per sempre".

“La progressione varia a seconda dei casi, ma è inarrestabile. Sul mio Parkinson, recentemente, s'è pure innestata una forma di parkinsonismo atipico: incide sull'equilibrio, che diventa sempre più precario, e provoca una difficoltà della parola. Il che, intendiamoci, per un politico può anche essere un bene...", prova a scherzare Franceschini. Poi precisa: "Il Parkinson colpisce il corpo, non le capacità cognitive. Cali il ritmo del lavoro, lo adegui. Però io ho continuato, e continuo, con telefonate, incontri, riunioni". Dario Franceschini, all'epoca ministro della Cultura, con la moglie Michela Di Biase a 'Venezia 78' (Ansa)