Il consigliere d’amministrazione Rai critica il fuoco interno alla Rai contro Ranucci, attaccando in particolare il prossimo conduttore di Ore14: “Ha scritto decine di post contro di lui, possibile che l’azienda glielo abbia consentito?”

Fuoco amico su Ranucci in Rai? Roberto Natale ne è convinto e critica chi ha attaccato pesantemente l'ex conduttore di Report durante le settimane più calde di questa eterna querelle estiva. In un'intervista rilasciata al Fatto Quotidiano, il consigliere d'amministrazione Rai ha contestato la scelta dell'azienda su Ranucci e la mancata condivisione della decisione con il Cda, come invece richiesto.

Le parole di Roberto Natale Ma più di tutto, Natale è durissimo sul comportamento di alcuni volti Rai che hanno preso di mira Ranucci in queste ultime settimane, in particolare Salvo Sottile, che nelle prossime settimane inizierà la sua avventura alla conduzione di Ore 14, sostituendo Milo Infante che nel frattempo è passato a Mediaset: "Possibile che sia consentito il pestaggio mediatico da parte di alcuni conduttori, come Salvo Sottile, che ha scritto decine di post contro Ranucci?". Così Roberto Natale, che con amarezza conclude: "È tutto sbagliato, la decisione della Rai è una drammatica dimostrazione di autolesionismo". Nell'intervista Natale conclude che l'operazione di estromissione di Ranucci non può che avere natura politica. In effetti basta scorrere a ritroso le pagine social di Sottile per comprendere la sua posizione sul caso Ranucci. Un tema, quello legato al giornalista, che è stato molto divisivo e ha pervaso ogni livello dell'opinione pubblica, coinvolgendo anche i colleghi della Rai. Una questione, quella delle critiche alla Rai da parte di dipendenti dell'azienda, che chiama in causa anche il rispetto del Codice Etico, dei regolamenti interni e del diritto di critica nei confronti della Rai da parte dei suoi dipendenti. Una cosa per la quale lo stesso Ranucci era finito al centro di contestazioni da parte dell'azienda in passato e che in questa circostanza è stata tollerata dai vertici.