sabato 22 agosto 20262' di letturaSigfrido Ranucci "è un problema umano, di un uomo di fronte alla sua sconfitta". Pietro Senaldi, condirettore di Libero, definisce così la vicenda del conduttore di Report e la sua controversa amicizia con Valter Lavitola, il faccendiere arrestato perché considerato il mandante dell'attentato ai danni dello stesso giornalista. "Dell'inchiesta non parlo, dell'inchiesta giudiziaria non parlo", risponde Ranucci all'inviato di In Onda che lo intervista a margine di un evento pubblico. Su Lavitola non una parola, e alla Rai che sta pensando di sostituirlo replica: "L'azienda può fare quello che vuole, è l'azienda. Io sto benissimo, in mezzo alla mia gente sto benissimo. Parlerò prima con rispetto della magistratura, poi parlerò alla magistratura. La Colosimo vuole ridurre la scorta? Non spetta a lei". Quindi si torna in studio a La7, con Marianna Aprile e Luca Telese che chiedono conto a Senaldi delle richieste di allontanamento di Ranucci dalla Rai. "Non è mai accaduto prima, non è accaduto neanche ai tempi di Santoro, neanche ai tempi del grande scontro durante lo scandalo delle Olgettine. Perché proprio ora c'è questo assedio di cui voi siete protagonisti?". "Noi abbiamo più notizie degli altri - risponde Senaldi -. Grazie a Giacomo Amadori abbiamo più notizie degli altri. Il problema secondo me non è più politico o aziendale, è un problema umano di un uomo di fronte alla sua sconfitta. Ed è per tutti molto duro questo da accettare. Ha tutta la mia vicinanza umana, Ranucci, che è un grande giornalista. Il momento in cui devi fare un passo indietro è difficile per tutti. Lui ha la fortuna e la bravura, che è tutto merito suo, di avere un popolo che lo riconosce come leader, come giornalista, come guida, si attacchi al suo popolo e si stacchi dal pubblico. Questo io gli direi se fossi un suo amico. Non si capisce quanto Ranucci tenga il marchio Report, perché Report per quella gente lì sotto il tendone è una cosa, per la stragrande maggioranza degli italiani ormai è un'altra cosa. E allora secondo me la Rai deve preservare il marchio Report. Ranucci ha un pubblico, quindi non avrà problemi ad avere un editore, io al suo posto farei questa scelta, poi deciderà lui, non io. Però è un momento molto difficile per lui, perché è Dorian Gray davanti al suo vero ritratto. Questa è l'immagine di Ranucci".