Le origini del mito di Scilla, la bellissima ninfa venne trasformata in un orribile mostro dalla maga Circe

COSENZA – Uno dei luoghi più affascinanti e iconici della Calabria. Una bellezza senza tempo che attira milioni di visitatori ogni anno. Scilla è ormai a tutti gli effetti una delle mete turistiche più gettonate della regione. Ma non tutti conoscono le origini mitologiche che si celano dietro il borgo marinaro in provincia di Reggio Calabria.

Secondo alcuni autori dell’antichità, Scilla era una bellissima ninfa dagli occhi azzurri che viveva in Calabria ed era solita recarsi sulla spiaggia di Zancle e fare il bagno nell’acqua del mare. Una sera, vicino alla spiaggia, vide apparire dalle onde Glauco, che un tempo era stato un mortale, ma era poi divenuto un dio marino metà uomo e metà pesce. Scilla, impaurita alla sua vista, si rifugiò sulla vetta di un monte che sorgeva vicino alla spiaggia.

Il dio, vista la reazione della ninfa, iniziò a dichiararle il suo amore, ma Scilla fuggì terrorizzata lasciandolo solo nel suo dolore. Allora Glauco si recò dalla maga Circe e le chiese un filtro d’amore per far innamorare la ninfa, ma Circe, desiderando il dio per sé, gli propose di unirsi a lei. Glauco tuttavia si rifiutò di tradire il suo amore per Scilla e la malefica Circe, furiosa per essere stata respinta al posto di una “semplice” ninfa, volle vendicarsi nel modo più atroce possibile.