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Finisce agosto e per Ostia scatta l’ora dei bilanci. Una stagione balneare segnata da nuove gestioni, stabilimenti rimasti chiusi, sequestri, abusi da demolire e un’offerta che ha cambiato volto. Un’estate dai due volti, dunque, difficilissima per molti imprenditori, ma positiva per chi ha raccolto la sfida di rilanciare alcune strutture. E sullo sfondo resta una certezza, quella di un litorale romano che deve cambiare passo.
«Una stagione pressoché fallimentare - È il giudizio netto di Massimo Muzzarelli, presidente di Federbalneari Roma ed ex gestore dello Sporting Beach - Presenze e consumi in calo del 50% rispetto alle stagioni precedenti con gravi conseguenze sull’indotto e sull’economia cittadina. Stiamo predisponendo la pubblicazione dei dati ufficiali sul fatturato ricavati dalle dichiarazioni Iva per fornire un dato certo». Il problema, secondo gli operatori, è soprattutto la fuga del cosiddetto turista "di qualità": con ristoranti semivuoti la sera, consumi ridotti al minimo e una proposta balneare diventata «sempre più popolare», soddisfacente solo nel week end.
"Ai" del Comune bocciata sul turismo: più ristoranti che musei e scorda Ostia






