Pubblicato il: 31/08/2026 – 9:00

CATANZARO Roberto Occhiuto non teme la sfida di Roberto Vannacci, ma soprattutto non crede che il centrodestra debba inseguirlo sul suo terreno. Il presidente della Calabria e vicesegretario di Forza Italia, intervistato da Adriana Logroscino per il Corriere della Sera, interviene sulle strategie della coalizione, sul futuro del partito fondato da Silvio Berlusconi e sulle suppletive per il collegio di Reggio Calabria.La linea del governatore è chiara fin dall’inizio. Vannacci, osserva Occhiuto, «ha messo Forza Italia nel mirino» e considera singolare il fatto che «non chiude la porta ad alleanze con il centrodestra e cannoneggia i suoi ipotetici alleati».Ma l’ipotesi di un’intesa non lo convince affatto. Anzi. Alla domanda sulla possibilità che un’alleanza con Futuro Nazionale possa essere necessaria, Occhiuto risponde senza esitazioni: «Se ci alleassimo con Vannacci i voti non si sommerebbero: uno sbilanciamento a destra, inseguendo i temi populisti, ci farebbe perdere il voto moderato e riformista che al contrario dobbiamo intercettare».

«Vannacci vuole costruire un partito simile all’AfD»

Il giudizio politico sull’ex generale è altrettanto netto. Occhiuto definisce la rincorsa a Vannacci «una tentazione diffusa», ma la considera «un errore strategico». Secondo il governatore, Vannacci punta a costruire «un partito simile all’AfD tedesco», intercettando il malcontento attraverso messaggi rivolti alla «pancia degli elettori». È qui che Occhiuto traccia la differenza tra populismo e centrodestra di governo: «I populisti enfatizzano i problemi, additano il colpevole ma non sono capaci di individuare soluzioni».E nella sua lettura il centrodestra avrebbe già al proprio interno la risposta alla crescita di queste forze: «Ha una risorsa fondamentale per vincere: Giorgia Meloni. In campagna elettorale è formidabile».Nell’intervista si parla anche della riforma della legge elettorale, sulla quale il dibattito politico è particolarmente acceso. Occhiuto auspica che venga approvata presto, perché, spiega, il Parlamento deve concentrarsi sui provvedimenti più sentiti dai cittadini. La riforma, sostiene, «è stata formulata nell’interesse dell’Italia, per garantire stabilità a un governo certo».Più delicato il passaggio sulle preferenze e sulle discussioni interne a Forza Italia. Occhiuto rivendica una posizione non ideologica: «Io sono laico sulle preferenze». E aggiunge che, nonostante le discussioni siano state «laceranti», dentro Forza Italia «si discuta con più libertà».