Mi incuriosisce sentire continue giustificazioni per il calo delle nascite che sta avvenendo in Italia. L’anno scorso poco più di 350 mila nati, a fronte di circa 650 mila morti, con un saldo di 300 mila italiani in meno, compensati dai dati su emigrazione e immigrazione (emigrati 140 mila circa e immigrati 440 mila).

I commentatori parlano di problemi economici, sociali, di conciliazione col lavoro o di sfiducia nel futuro a causa delle guerre. Mi paiono considerazioni parzialmente errate in quanto quelle citate possono essere solamente delle concause.

Come psichiatra sono convinto che molte riflessioni apparse sui giornali siano solo grandi scuse che vengono evocate per affermare che “poverini… i nostri figli non hanno soldi, non hanno un lavoro fisso, non esiste un aiuto dallo stato, insomma è colpa del destino e della società che non li supporta”. La generazione degli adulti ha sviluppato, forse anche per la divulgazione errata della psicologia, un enorme senso di colpa e ritiene di essere responsabile di tutto. I ragazzi, invece, non hanno nessuna colpa, sono da compatire. Faccio un atto di costrizione, a nome di tutti gli psicologi. Abbiamo spiegato la psicologia male o non siamo stati capaci di divulgarla.