Il Nepal, per ragioni sanitarie, ha iniziato a seppellire alcune delle vittime della devastante piena che ha colpito la regione al confine con la Cina. Interi villaggi sono stati travolti da fango e detriti. Nelle aree rimaste senza collegamenti, l'acqua potabile scarseggia e le fonti danneggiate o contaminate fanno temere la diffusione di malattie

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in evidenzaE' salito a 903 il numero delle persone morte nelle inondazioni che hanno colpito il Nepal mentre quelle disperse sono adesso 4.200: lo affermano le autorità del Paese himalayano. Il Nepal, per ragioni sanitarie, ha iniziato a seppellire alcune delle vittime della devastante piena che ha colpito la regione al confine con la Cina, senza attendere l'identificazione dei corpi né la conclusione delle operazioni di soccorso, rese estremamente difficili dall'ampiezza del disastro. Prima dell'inumazione viene comunque prelevato un campione di Dna. Interi villaggi sono stati travolti da fango e detriti. L'emergenza si allarga a un nuovo fronte: nelle aree rimaste senza collegamenti, l'acqua potabile scarseggia e le fonti danneggiate o contaminate fanno temere la diffusione di malattie. I soccorritori continuano a lavorare senza sosta e in condizioni molto rischiose, anche per il timore di nuove piene. Una bambina di cinque anni è stata salvata dopo essere rimasta intrappolata per due giorni sotto le macerie. La Malaysia ha promesso 1 milione di dollari in aiuti e invierà una squadra di ricerca e soccorso specializzata nelle emergenze per contribuire alle operazioni di assistenza.