Durante questa stagione estiva alle centrali operative delle forze dell’ordine sono arrivati e continuano ad arrivare segnalazioni e lamentale di ogni genere: per le auto davanti ai passi carrabili, per la presenza di venditori ambulanti abusivi sulle spiagge, per la presenza di cani sotto gli ombrelloni, ma la cosa più singolare, seppur vige un’ordinanza sindacale, le persone che fumano in spiaggia. Telefonate in diretta che descrivono con puntualità la persona che fuma, come se la pattuglia fosse lì, sul posto, pronta ad intervenire.

Vi sono state persone che hanno anche criticato l’attività di controllo della polizia locale per il mancato intervento. Se da un lato è vero che esiste un’ordinanza del sindaco di San Benedetto che vieta di fumare sulle spiagge, va anche detto che l’eventuale sanzione scatta se il fumatore viene sorpreso sul fatto. Non è possibile procedere a fatto avvenuto. Se ne deduce che se gli agenti delle forze dell’ordine arrivano sul posto, dietro richiesta di un bagnante e non trova nessuno con la sigaretta in mano accesa, sarebbe solo tempo sottratto a un eventuale attività di controllo sul territorio.

Eppure, ieri mattina, la donna che chiamava la polizia locale di San Benedetto da sotto l’ombrellone di uno stabilimento balneare pretendeva a tutti i costi l’arrivo di una pattuglia anche dopo che il bagnante aveva già terminato di fumare. Ci sono richieste e richieste, ma bisogna avere anche un pochino di buon senso.