Il Parlamento di Taipei ha approvato giovedì una legge da 240 miliardi di dollari taiwanesi, circa 6,5 miliardi di euro, per i prossimi sei anni. È una delle scommesse più importanti di Taiwan sulla difesa asimmetrica: non soltanto per acquistare sistemi senza equipaggio, ma per costruire attorno ai droni un’intera filiera industriale nazionale. La Cina, nel frattempo, parte da una posizione di enorme vantaggio nella produzione.

Il voto dello Yuan legislativo, 60 a 50, è arrivato dopo mesi di scontro tra il governo del Partito progressista-democratico e la maggioranza parlamentare guidata dal Kuomintang. Il governo aveva proposto uno stanziamento speciale da 210 miliardi di dollari taiwanesi per accelerare l’acquisizione di tre categorie di sistemi: droni per la sorveglianza delle coste, droni per l’attacco costiero e piccoli veicoli di superficie senza equipaggio a perdere. La versione approvata dal Parlamento porta la cifra a 240 miliardi, ma cambia la logica della spesa. I fondi non arrivano attraverso un’unica special appropriation: saranno inseriti nei bilanci ordinari per sei anni, con una dotazione indicativa di 40 miliardi di dollari taiwanesi all’anno. Le somme potranno comunque essere aumentate. Una soluzione voluta dall’opposizione, che rivendica maggiore controllo sull’impiego del denaro pubblico e sostiene che, in un settore tecnologico che cambia rapidamente, sia preferibile procedere per fasi.