La maglia di rappresentanza è nata dalla collaborazione con Lenovo per il ritorno in Serie C dopo 13 anni
Piove, ma mai come a Treviso vale il detto «debutto bagnato, debutto fortunato». Qui un anno fa un acquazzone si abbatté sulla presentazione della squadra e a fine stagione arrivò la promozione dalla Serie D. Così è successo anche quest’anno in occasione dello stesso evento. Piove, ma le gocce in Piazzetta Aldo Moro vengono coperte dai fumogeni e dalle bandiere di centinaia di tifosi, accorsi alla presentazione della squadra, tornata in Serie C dopo 13 anni, nonostante il meteo non proprio fortunato.
Un legame forte, quello del Treviso Foot Ball Club presieduto da Alessandro Botter, con i propri tifosi, un’identità radicata nella comunità che da quest’anno avrà un simbolo in più: una maglia da indossare, «per riconoscersi ovunque», come racconta il capitano della squadra, Robert Gucher. E per proiettare la squadra veneta nel mondo. È nata così la collaborazione del Treviso Fbc con Lenovo, all’interno del progetto Your Club, Your Canvas, terzo capitolo dell’iniziativa globale Work For Humankind: qui la tecnologia e l’innovazione di Lenovo si fondono con la tradizione e l’entusiasmo dei tifosi del Treviso. Due versioni, una bianca e una bianco-celeste, ma una sola identità.








