Non è una semplice operazione nostalgia è un vero e proprio ritorno di fiamma per la cultura pop dei mitici anni 90
C’è stato un tempo in cui l’orologio biologico di un’intera generazione non era scandito dallo scrolling infinito dei reel di Instagram o dalle notifiche di TikTok, ma dal rigoroso palinsesto televisivo del pomeriggio. Un rito domestico e collettivo, officiato davanti a schermi a tubo catodico, dove l’immaginario prendeva forma tra una merenda e lo studio.
Oggi, quel decennio apparentemente archiviato, i gloriosi e sfrontati anni ‘90, così diversi dalla follia degli anni ‘80 che ne sono radice, non è mai stato così presente. Viviamo un ritorno di fiamma che va ben oltre la pigra “operazione nostalgia“: è una vera e propria riscrittura del panorama pop contemporaneo. È l’era del riscatto per gli eroi più improbabili ed “estremi.” Se gli anni ‘80 ci avevano abituato ai muscoli senza macchia, i ‘90 hanno premuto sull’acceleratore dell’assurdo al quadrato, regalandoci ibridi antropomorfi carichi di attitudine urbana.
Ad esempio, tornano a ruggire per Panini Comics, prepotentemente, i motori dei Biker Mice da Marte, i topi motociclisti che tra un assolo di chitarra heavy metal e una scazzottata difendevano Chicago dalle spietate multinazionali plutarchiane, in una satira ecologista che oggi suona incredibilmente profetica. E con loro riemergono, in volumi a fumetti proposti da Mirage Comics, dagli abissi metropolitani gli Street Sharks, quattro fratelli trasformati in squali umanoidi, diventati in questi mesi oggetto di un culto feticistico con riedizioni di action figure andate letteralmente a ruba. Erano il prodotto di una “muta-mania” commerciale scatenata dal successo delle Tartarughe Ninja, certo, ma possedevano un’identità così sfacciatamente rumorosa, figlia della cultura skate e del grunge, da essere rimasti incisi a fuoco nella memoria collettiva.






