A Parigi una Yayoi Kusama gigantesca sembra arrampicarsi sulla sede Vuitton per realizzare i suoi pois colorati
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Intramontabili i pois, motivi resi iconici dall’artista giapponese Yayoi Kusama recentemente scomparsa all’età di 97 anni
«Era troppo bella, troppo pazza, troppo potente perché il mondo dell’arte potesse gestirla». Il 14 agosto è morta a Tokyo all’età di 97 anni, l’artista Yayoi Kusama. Pois, reti, specchi, zucche e forme ripetute all’infinito questi gli elementi delle sua arte. Yayoi Kusama è riuscita a trasformare le proprie ossessioni e le allucinazioni vissute fin dall’infanzia in uno dei linguaggi più riconoscibili dell’arte contemporanea. Non ha mai nascosto le sue debolezze, raccontava delle sue visioni che aveva fin da bambina, ed è riuscita a costruire attraverso la pittura, la scultura, le installazioni e la moda un universo «nel quale il confine tra il corpo, lo spazio e l’identità tende a scomparire». È riuscita a trasformare un’ossessione personale in uno dei marchi visivi più riconoscibili del pianeta.
Strettissimo il legame dell’artista giapponese con la moda e in particolare con la casa di moda Louis Vuitton. Caschetto rosso, abiti a pois, colori vivaci. Yayoi Kusama era lei stessa una icona di stile. Fortunato fu il suo incontro con il direttore creativo Marc Jacobos, dal 2012 i suoi pois finirono su trench, minigonne, décolletées, occhiali del marchio Louis Vuitton. Ma la collaborazione si spostò oltre gli accessori. A Parigi una Kusama gigantesca sembrava arrampicarsi sulla sede Vuitton degli Champs-Élysées. E mentre si arrampicava disegnava pois su tutta la facciata. Pois che sembrano moltiplicarsi all’infinito, sembrano inseguire il desiderio di non fermarsi, di espandersi, di riempire vuoti.










