Yayoi Kusama, l’iconica artista giapponese celebre in tutto il mondo per le sue opere caratterizzate dall’ossessiva ripetizione di pois, le inconfondibili sculture a forma di zucca e le leggendarie “Infinity Mirror Rooms”, si è spenta il 14 agosto a Tokyo all’età di 97 anni. La notizia della sua scomparsa è stata resa pubblica il 27 agosto dalla fondazione che porta il suo nome.
Nel 2016 fu inserita dal “Time” tra le cento persone più influenti al mondo, e le sue opere hanno raggiunto prezzi da capogiro, con un “infinity net” venduto per quasi otto milioni di dollari nel 2019. Sempre riconoscibile per la parrucca rosso fuoco e gli abiti a pois, ha spesso criticato il Giappone, che definì “pieno di disprezzo per le donne”. Nel 2017 aprì a Tokyo un museo a lei dedicato. “Il mio desiderio – disse allora – è che il futuro luminoso, la bellezza dell’amore e la mia anima vengano tramandati. Amate le mie opere, anche dopo la mia morte”.
Nata nel 1929 a Nagano in una famiglia benestante ma segnata da tensioni familiari, Kusama iniziò a disegnare i suoi caratteristici puntini e reticoli già a dieci anni – come raccontato nell’autobiografia – sviluppati come modo per esorcizzare le proprie paure. Dopo aver studiato pittura a Kyoto, nel 1957 si trasferì negli Stati Uniti, prima a Seattle e poi a New York, dove per sedici anni, nonostante le ristrettezze economiche, divenne un nome di punta dell’avanguardia.










