(AVN - Venezia, 30 agosto 2026)

“Dire che in Veneto il sociale sarebbe stato dimenticato significa ignorare non solo quanto si sta facendo oggi, ma anche il lavoro portato avanti negli anni. Sul fine vita le opinioni possono essere anche profondamente diverse, ed è giusto che ciascuno le esprima con chiarezza. Ma non è corretto utilizzare questo dibattito per sostenere che la sanità e il sociale siano rimasti fermi”.

Così Manuela Lanzarin, presidente della Quinta Commissione consiliare e già assessore regionale alla Sanità e al Sociale, replica alle dichiarazioni del consigliere Stefano Valdegamberi.

“Anche negli anni passati abbiamo lavorato con grande attenzione ai bisogni sociali, mettendo a terra interventi e progetti importanti per le persone fragili, la non autosufficienza, la disabilità, le famiglie e l’integrazione tra sociale e sanitario. Basti ricordare, tra gli strumenti costruiti in questi anni, la legge sull’invecchiamento attivo, la legge quadro a sostegno della famiglia e della natalità e quella sulla qualificazione e il sostegno degli assistenti familiari – ricorda Lanzarin –. Si può discutere delle singole scelte, criticarle e proporre soluzioni diverse. Ma parlare di quindici anni di sociale dimenticato significa cancellare con una frase un lavoro importante, che non appartiene soltanto alla politica. Significa sminuire l’impegno di dirigenti, tecnici, operatori sanitari e sociali, professionisti, amministratori locali, volontari e di tutte le persone che in questi anni hanno dedicato tempo, competenza e passione alla costruzione e al funzionamento del welfare veneto. Per questo, un’affermazione del genere finisce per commentarsi da sola”.