Il monitoraggio di Legambiente sul ghiacciaio del Montasio.
Anche il ghiacciaio occidentale del Montasio, considerato uno dei più resilienti dell’intero arco alpino, comincia a mostrare segnali sempre più evidenti di sofferenza. A pesare sono soprattutto la scarsità di neve durante l’inverno e le temperature elevate dell’estate 2026, che stanno modificando profondamente sia la struttura del ghiacciaio sia il paesaggio delle Alpi Giulie.È quanto emerge dalla quarta tappa della Carovana dei ghiacciai 2026 di Legambiente, che dal 27 al 29 agosto ha raggiunto il Friuli Venezia Giulia insieme agli esperti dell’Università di Udine e al Corpo Forestale del Friuli Venezia Giulia. Durante il sopralluogo in quota è stato osservato anche un episodio particolarmente significativo: una parte della grande cavità formatasi nel settore superiore del ghiacciaio è crollata proprio mentre il gruppo della Carovana la stava osservando.Il Montasio rappresenta un caso particolare nel panorama alpino. Negli ultimi vent’anni ha infatti perso complessivamente circa 2-3 metri di spessore, mentre per molti altri ghiacciai delle Alpi la perdita raggiunge mediamente circa due metri ogni anno. Una capacità di resistenza che, secondo gli esperti, nel corso del 2026 sta però iniziando a mostrare i primi seri cedimenti.








