PAVIA. Lomellina e riso vivono da sempre attorno all’acqua. Finora il sistema ha potuto contare su un equilibrio antico: la neve caduta in montagna durante l’inverno, i ghiacciai alpini, i fiumi e la rete dei canali hanno garantito nei mesi caldi la risorsa necessaria alle coltivazioni. Quell’equilibrio però si sta facendo più fragile. La riduzione dei ghiacciai e il cambiamento del regime delle piogge aprono uno scenario nuovo anche per le campagne pavesi, dove il tema della disponibilità idrica è destinato a pesare sempre di più. Marco Gaetani insegna Fisica del sistema Terra allo Iuss di Pavia e si occupa di fisica del clima. Sullo scioglimento glaciale invita alla prudenza: fissare un anno preciso rischia di semplificare un fenomeno complesso. «La sorte dei ghiacciai sulle Alpi va verso una riduzione significativa e in alcuni casi anche verso la scomparsa», spiega. Per chi coltiva riso significa che la riserva naturale accumulata in quota sarà meno stabile. Il problema non esploderà da un giorno all’altro, ma accompagnerà i prossimi decenni di raccolto. Anche gli studi più recenti vanno in questa direzione. Una ricerca pubblicata su Nature Climate Change colloca attorno alla metà del secolo la fase di massima perdita dei ghiacciai. Per l’Europa centrale, dove si staglia l’arco alpino, il calo sarà tra i più rapidi. Nello scenario climatico più pesante, entro il 2100 resterebbe solo una piccola parte dei ghiacciai oggi censiti, circa il 3 per cento. Sebbene si tratti di proiezioni, da leggere con i margini di incertezza propri della ricerca scientifica, la tendenza è significativa. Per la Lomellina la questione riguarda il calendario dell’acqua. Le risaie ne hanno bisogno proprio quando la stagione diventa più calda. Se in montagna resta meno neve e i ghiacciai si ritirano, l’acqua disponibile in estate può diventare meno regolare. A questo si aggiunge un altro effetto del riscaldamento globale. «Nel bacino del Mediterraneo andiamo verso una riduzione delle precipitazioni cumulate e verso un cambiamento del regime delle piogge», dice Gaetani. Pioverà meno in termini complessivi e, quando accadrà, gli eventi tenderanno a essere più intensi. Acqua concentrata in poche ore scorre via più facilmente e il suolo riesce ad assorbirne meno. Il tema supera quindi i confini dell’agricoltura. In uno scenario di scarsità la stessa risorsa dovrà rispondere a richieste diverse. Servirà alle risaie, alle centrali idroelettriche, agli usi civili e all’acqua potabile. «Noi abbiamo bisogno dell’acqua per bere e i coltivatori ne hanno bisogno per il riso», ricorda Gaetani. La gestione diventerà una scelta strategica: canali, invasi, reti di distribuzione, turnazioni e priorità d’uso saranno parte di un adattamento che coinvolgerà tecnici, enti gestori e decisori politici.
Ghiacciai in sofferenza e piogge imprevedibili mettono in crisi i campi. Il climatologo Gaetani: «Dovremo fare scelte strategiche»
Per l’Europa centrale, dove si staglia l’arco alpino, il calo dei ghiacciai sarà tra i più rapidi







