Pubblicato il: 30/08/2026 – 13:31
CATANZARO «Rispondere a una serie di cambiamenti profondi che hanno interessato la regione e il contesto nazionale ed europeo negli ultimi anni». Da questa necessità parte il nuovo Piano dei trasporti della Regione Calabria, adottato dalla Giunta regionale nei mesi scorsi e al centro dell’attenzione da parte della politica regionale alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva (il Piano è all’ordine del giorno della seduta del 31 agosto della quarta Commissione del Consiglio regionale). Il Piano, che aggiorna la precedente programmazione risalente al 2016, fotografa anzitutto l’attuale situazione, tenendo conto dei recenti eventi globali così come della modifica delle priorità e delle strategie nazionali degli ultimi anni.
Le criticità
La Calabria continua a scontare forti criticità nel sistema della mobilità: questo emerge dall’aggiornamento del Piano regionale dei trasporti, che censisce una rete stradale e ferroviaria spesso obsoleta, una scarsa accessibilità interna ed esterna e un trasporto pubblico ancora poco competitivo rispetto all’auto privata. Gli spostamenti sono concentrati soprattutto all’interno delle singole province e risentono fortemente della stagionalità: in estate il traffico veicolare aumenta in media del 30% rispetto all’inverno. A pesare sono anche la conformazione del territorio e la sua esposizione ai rischi naturali: il 100% delle infrastrutture di trasporto ricade in aree a pericolosità sismica alta o medio-alta. Il 13,2% della rete stradale e l’8,6% di quella ferroviaria è inoltre esposto al rischio frana, mentre il rischio idraulico interessa rispettivamente il 15% e il 35% delle due reti. Sul fronte della sicurezza stradale – prosegue il Piano – il quadro resta particolarmente critico. Nell’ultimo decennio gli incidenti sono aumentati del 2,4%, in controtendenza rispetto alla media nazionale. La Calabria presenta inoltre il più alto indice di mortalità stradale d’Italia: 3,8 decessi ogni 100 incidenti, contro una media nazionale di 1,8. Tra le arterie più pericolose figurano la Ss 107 Silana-Crotonese e la Ss 106 Jonica. Anche il trasporto pubblico mostra evidenti debolezze. L’offerta ferroviaria è inferiore a quella delle altre regioni e il livello di utilizzo della rete per il trasporto pubblico locale colloca la Calabria al terzultimo posto in Italia. I servizi sono concentrati soprattutto nelle ore di punta e risultano penalizzati da frequenze ridotte nei festivi, tempi di viaggio elevati e scarsa integrazione con gli autobus. Il trasporto pubblico su gomma, gestito da 27 operatori riuniti in sei consorzi, soffre a sua volta di una limitata integrazione: i biglietti sono acquistabili per singolo operatore, le informazioni sugli orari sono spesso incomplete e sono ancora poco diffuse le piattaforme di infomobilità. Il risultato è una mobilità fortemente dipendente dall’auto privata, che rappresenta circa il 91% degli spostamenti. Una situazione aggravata – si legge ancora nel Piano – da un parco automobilistico particolarmente anziano: circa 1,8 milioni di veicoli, con il 62% che ha più di 15 anni. La forte prevalenza dell’auto, unita alla carenza di trasporto collettivo e di sistemi di mobilità rapida, contribuisce inoltre alla congestione nelle principali aree urbane. Non mancano, però, segnali positivi sul fronte dei collegamenti con l’esterno. I tre aeroporti calabresi – Lamezia Terme, Reggio Calabria e Crotone – hanno superato nel 2025 i 4 milioni di passeggeri, con Lamezia Terme che concentra circa il 70% del traffico. Restano però insufficienti i collegamenti ferroviari e stradali con gli scali. Cresce anche il porto di Gioia Tauro, che si conferma il principale hub di transhipment del Mediterraneo, ma persistono criticità nei collegamenti terrestri con il sistema portuale regionale.







