I legami dell'ex faccendiere con il Brasile ricostruiti da Il Fatto Quotidiano
L’inchiesta sull’attentato dinamitardo davanti alla casa del giornalista Sigfrido Ranucci si arricchisce di un nuovo capitolo. Documenti bancari pubblicati da Il Fatto Quotidiano rivelano movimentazioni di denaro che, dal maxi-progetto sui carbon credit ideato da Valter Lavitola, partivano da Roma per raggiungere non solo il Camerun, ma anche il Brasile.
I flussi di denaro e la figura di “Ivan”
Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano i fondi in uscita dalla società Neutralia srl degli imprenditori romani Gianluca De Marchi e Fabio Mazzoni venivano indirizzati, tra gli altri, sul conto corrente della Ostras Tour, azienda legata a Ivan Bonela di Cabo Frio (detto “Ivan”). Descritto da fonti vicine a Lavitola come factotum e macumbeiro, secondo quanto ricostruito dal qutodiano diretto da Travaglio Ivan avrebbe perfino ricevuto dall’ex faccendiere l’incarico di effettuare un «incantesimo di protezione» dalle indagini subito dopo la perquisizione subita dai carabinieri a inizio luglio.
Le paure di Lavitola e quell’intercettazione: «Se Ranucci mi difenderà sarà la stessa cosa di Berlusconi»








