C’è un filo rossoblù e giallorosso che attraversa il sabato della Serie A. È quello che lega Massimiliano Alvini e Alberto Aquilani, passati rispettivamente dalle panchine di Cosenza e Catanzaro, e arriva fino a Domenico Berardi, il campione di Cariati che ha regalato al Sassuolo la prima vittoria stagionale.
Una giornata da ricordare per i due allenatori. Alvini ha conquistato il suo primo successo in assoluto nel massimo campionato, espugnando con il Frosinone il campo della Fiorentina. Aquilani, alla seconda presenza su una panchina di Serie A, ha invece superato il Torino grazie alla giocata decisiva del numero 10 neroverde.
Alvini rovina la festa della Fiorentina
Il risultato più clamoroso arriva dallo stadio Franchi. Il Frosinone travolge la Fiorentina per 3-0, trasformando in un incubo la partita con cui il club viola celebrava il proprio centenario. La squadra di Alvini colpisce al 26′ con Antonio Raimondo, raddoppia al 38′ con Gabriele Bracaglia e chiude definitivamente i conti nella ripresa, ancora con Raimondo al 68′. Una doppietta pesantissima, accompagnata da una prestazione coraggiosa e organizzata da parte della formazione neopromossa.
Per Alvini non si tratta soltanto della prima vittoria stagionale. È il primo successo della sua carriera da allenatore in Serie A. Nella precedente esperienza con la Cremonese non era riuscito a vincere nessuna delle 18 partite disputate prima dell’esonero. Il tecnico toscano si è rialzato dopo la tormentata esperienza vissuta sulla panchina del Cosenza, conclusa con la retrocessione dei rossoblù. A Frosinone ha ricostruito la propria carriera, conquistando immediatamente la promozione e trovando adesso quella vittoria nella massima serie inseguita per anni. “Il risultato è troppo pesante per la Fiorentina, che ha avuto diverse occasioni e ha colpito due pali. Noi, però, ce la siamo giocata con un’idea, attenzione e identità”, ha spiegato Alvini al termine dell’incontro.









