«I cittadini hanno capito, la politica dovrebbe capire. Mi hanno ammazzato, hanno tentato per 23 anni. Sono strutturato per difendermi da solo». Lo ha detto ieri sera Sigfrido Ranucci, alla fine dello spettacolo 'Diario di un trapezista' tenuto al teatro dell'Efebo di Agrigento, incontrando la deputata M5S Ida Carmina che ha garantito: «Noi ci siamo». «Sì, dopo... al funerale», ha risposto sarcasticamente Ranucci. Aggiungendo: «Che poi durerà un paio di giorni sta roba, poi sparirete tutti nuovamente». «Hanno pure approfittato dell'assenza della commissione di vigilanza parlamentare», ha ancora detto Ranucci salutando la deputata.
Il giornalista, attraverso i suoi legali, ha contesta formalmente la decisione della Rai di un avvicendamento nella conduzione di Report e chiede il reintegro «nonché il risarcimento di tutti i danni conseguenti». Nella contestazione, indirizzata a Paolo Corsini e Felice Ventura, i legali di Ranucci chiedono di conoscere fatti e circostanze ed avere, entro sette giorni, la relativa documentazione da cui possa emergere quanto contestato al giornalista in riferimento ad una "obiettiva situazione di incompatibilità" che si sarebbe determinata, per effetto delle "continue pressioni" a cui sarebbe sottoposta la redazione di Report, e della diminuita credibilità ed autorevolezza conseguenti a "percezioni di opacità, commistione e interferenze", come scritto nella decisione con cui la Rai ha rimosso Ranucci. Ritenuto anche di particolare gravità il «fatto per cui la vittima di un grave attentato viene ritenuto dal proprio datore di lavoro come responsabile di una presunta situazione di incompatibilità».











