Mirka commuove la Hall of Fame nel discorso per Federer: “Pronto a ritirarsi per la famiglia, orgogliosa di chi è quando nessuno lo guarda”

Nessuno conosce Roger Federer meglio di Mirka, sua moglie. Miroslava Vavrinec, ex tennista numero 76 al mondo, ha condiviso tutto con l'ex campione, dentro e fuori dal campo. E chi meglio di lei poteva introdurlo nella International Tennis Hall of Fame? Parole bellissime e commoventi, in primis per il marito ma anche per tutti i presenti. Davanti a tutta la famiglia Federer e a grandi leggende dello sport, è stato offerto un ritratto intimo dell'uomo ancor prima del campione. A quanto pare i due aspetti coincidono perfettamente.

Mirka ha svelato come la decisione di Roger di non fermarsi di fronte alla prima gravidanza gemellare non sia stata una scelta scontata ma indotta, ma il frutto di un modello di vita itinerante e simbiotico costruito su misura. L'ex tennista elvetica, costretta al ritiro prematuro nel 2002 per i problemi al piede, non si è mai limitata dal canto suo al ruolo di spettatrice: da quasi coach e sparring partner nei primi anni a strategist della routine familiare, Mirka è stata l'ancora che ha permesso a Federer di attraversare due decenni di pressione agonistica senza mai perdere l'equilibrio umano. È proprio in questa perfetta simbiosi tra l'uomo privato e la figura pubblica che risiede la reale eredità trasmessa da Federer al tennis mondiale. Il discorso della moglie di Federer per l'International Tennis Hall of Fame Già, perché nei loro 26 anni di vita assieme, da quelle lontane Olimpiadi di Sydney 2000 quando Roger iniziò a corteggiarla, Mirka si rese conto che quell'impacciato ragazzone svizzero aveva qualcosa di speciale e non solo in campo. Se vedendolo giocare è sempre stato impossibile non riconoscerne la grandezza, anche ammirandolo dietro le quinte è stato possibile apprezzarlo: "Questa è una delle qualità che ho ammirato di più in lui, non solo come tennista, ma come persona. Tutti parlano dell'eleganza di Roger sul campo da tennis, e ne capisco il motivo, tanto quanto chiunque altro. Per così tanti anni ho avuto il miglior posto in assoluto. L'ho visto muoversi con una grazia che faceva sembrare uno degli sport più duri al mondo quasi privo di sforzo. Lo so, lo so… Roger dice che è un mito. E credetemi, io ho visto il lavoro, le ore, la disciplina, l'impegno. Ho visto tutto ciò che è servito per farlo sembrare così facile. E anche dopo aver guardato più di mille delle sue partite, non ha mai smesso di meravigliarmi".