Fonte: United Nations Convention to Combat Desertification (UNCCD)

A Ulaanbaatar, in Mongolia, la COP17 contro la desertificazione si è chiusa venerdì 28 agosto senza un accordo tra le Parti sul contrasto alla siccità, come era già accaduto due anni fa a Riyad, alla COP16.

Da circa un decennio soprattutto i Paesi africani spingono per la creazione di un sistema di coordinamento globale, e non solo nazionale, di risposta alla siccità. Sebbene siano stati fatti passi avanti nel delinearne un’architettura, la Conferenza delle Nazioni Unite ha rinviato la decisione ai negoziati della prossima COP, la 18esima che si terrà tra due anni in Egitto. Sono stati fatti però passi avanti su altri temi che erano presenti in agenda.

Perché la Mongolia

A organizzare la conferenza è stata la UNCCD, ossia la convenzione delle Nazioni Unite per il contrasto alla desertificazione. Assieme alla convenzione sul clima e quella sulla biodiversità, fa parte del cosiddetto Rio Trio, le tre convenzioni nate nel 1992 al Summit della Terra di Rio de Janeiro per coordinare una risposta globale e multilaterale alla crisi ambientale.