È all’insegna dell’incertezza che prende il via, domenica 30 agosto, lo US Open. Il forfait di Jannik Sinner (causa infortunio al ginocchio) ha gettato un alone di imprevedibilità sullo Slam newyorkese. Un favorito c’è, si chiama Carlos Alcaraz, ma anche su di lui i dubbi non mancano. Lo spagnolo è al rientro dopo quattro mesi di stop e arriva a New York per bissare il successo del 2025. La lunga assenza dalle competizioni, unita alla delicatezza dell’infortunio subito (polso) inducono alla cautela: sarà pronto per puntare all’ottavo titolo dello Slam in carriera? Come reagirà il polso a più partite al meglio dei cinque set? Ritroverà subito il ritmo partita? Interrogativi tra i quali si inseriscono Novak Djokovic e Alexander Zverev.
Per i due lo US Open si presenta come una grande opportunità. Il serbo – senza Sinner e con Alcaraz al rientro – mette nel mirino l’ultimo obiettivo della sua carriera: il record solitario dei 25 titoli Slam. A 39 anni, forse, non avrà un’altra chance migliore di questa. Quindici giorni per provare a scrivere l’ultima pagina di una storia incredibile. Djokovic arriva a New York dopo aver giocato (e perso) solo una partita, ma Nole negli Slam non è lo stesso degli altri tornei, Masters 1000 compresi. Anche Zverev ha avuto un brutto avvicinamento (sconfitta all’esordio a Montreal e solo ottavi a Cincinnati) ma negli Slam nessuno quest’anno ha avuto il suo rendimento. E poi ha davanti una grande occasione: andare definitivamente all’assalto del numero uno del mondo e prendersi la prima posizione della Race.











