La ricerca è stata condotta dagli economisti Carmen Aina (Università del Piemonte Orientale), Lavinia Parisi (Università di Salerno) e Matteo Picchio (Università Politecnica delle Marche), che hanno incrociato per mesi i dati delle chiamate d'emergenza e il rialzo delle temperature su 109 province italiane
Un’indagine scientifica di 56 pagine, intitolata “Burning Anger: How Heat Shapes Gender-Based Violence”, analizza per la prima volta in Italia la correlazione tra le ondati di calore, l’aumento delle richieste di aiuto al numero antiviolenza 1522 e l’incremento dei femminicidi. Ne parla oggi il Corriere della Sera.
La ricerca è stata condotta dagli economisti Carmen Aina (Università del Piemonte Orientale), Lavinia Parisi (Università di Salerno) e Matteo Picchio (Università Politecnica delle Marche), che hanno incrociato per mesi i dati delle chiamate d’emergenza e dei report di Casa delle donne di Bologna con le rilevazioni meteorologiche del programma europeo Copernicus.
I dati della ricerca (2013-2022)
L’analisi ha preso in esame 109 province italiane, monitorando circa 55.000 osservazioni settimanali nel corso di un decennio. Nelle settimane in cui la media delle temperature massime supera i 28°C, le richieste d’aiuto registrano un incremento stimato tra il 19% e il 21% rispetto ai periodi con temperature di riferimento più miti (6-8°C). Ma i dati si fanno più interessanti quando viene superata la soglia critica dei 30°C di massima media settimanale con l’aumento dei casi di femminicidio. Trattandosi di eventi statisticamente rari, i ricercatori invitano a leggere questo indicatore con cautela, pur confermando il trend d’impatto. «Le proiezioni climatiche indicano una crescente esposizione al caldo, soprattutto nell’area mediterranea. I risultati mostrano che gli stress climatici possono entrare anche nel disegno delle politiche di prevenzione e supporto», spiega al Corriere una delle ricercatrici Carmen Aina. In Italia, secondo i dati Istat 2025, circa 6,4 milioni di donne tra i 16 e i 75 anni hanno subito almeno un episodio di violenza fisica o sessuale nella vita.









