di Elia Biavardi

Sportivi sì, ma con eccellenze e contraddizioni. Reggio si conferma una delle province italiane dove lo sport è molto radicato nel tessuto sociale, capace di produrre risultati di alto livello e di contare su una rete importante di società sportive. Dall’altro lato, però, emergono limiti strutturali che impediscono al territorio di compiere il salto di qualità. È forse questa la fotografia che merge dalla ventesima edizione dell’Indice di Sportività del Sole 24 Ore, che vede la provincia reggiana chiudere al 31° posto nazionale con 354,4 punti nella classifica generale (Milano prima ne ha 1000), in una graduatoria che prende in esame 32 indicatori tra risultati agonistici, diffusione della pratica sportiva, impiantistica, investimenti, organizzazione di eventi e ricadute economiche e sociali dello sport.

A fare la differenza in positivo è soprattutto la forza dell’associazionismo sportivo. La provincia reggiana ha conquistato un ottimo terzo posto nazionale per la presenza degli enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni: Csi, Uisp, Libertas, Aics, Csen e Acsi. Un dato importante che certifica la vitalità di un modello costruito negli anni grazie al lavoro di centinaia di società e migliaia di volontari.