Da quasi trenta secoli parla di te la storia. Alberto Severi, quando scrisse l’Inno del Saracino, non poteva immaginare che tra le mille pagine che “consacra alla tua gloria” ci fossero anche quelle a fumetti di Topolino. La sfida al Buratto, quarant’anni fa, entrò infatti lancia in resta nel settimanale più amato dai bambini. Era il 7 settembre 1986: il numero 1606 del settimanale Disney portava in edicola “Zio Paperone e la Giostra del Saracino” con la sceneggiatura dell’architetto aretino Pierfrancesco Prosperi e i disegni di Luciano Gatto. A mettere gli occhi sul Saracino è, naturalmente, il personaggio più sensibile alle opportunità di guadagno del pianeta: Zio Paperone. Il papero miliardario vuole realizzare Paper World, un gigantesco parco divertimenti nel quale ricostruire i monumenti e le manifestazioni più celebri del mondo. Per l’Italia ha già scelto il Palio di Siena, ma cerca una seconda manifestazione.

L’elenco delle feste storiche italiane è sterminato. Poi scopre Arezzo. E qui entra in gioco l’altra metà della storia: l’oro. La sceneggiatura di Prosperi, infatti, prende spunto dalla contemporaneità tra Giostra del Saracino e la Fiera dell’Oro, che all’epoca si svolgeva nel primo fine settimana di settembre. “Ho costruito proprio su questa sovrapposizione la storia – racconta Prosperi che oggi ha 81 anni ma è ancora attivo nel suo studio di architettura – Paperone viene ad Arezzo per conoscere il Saracino e, nello stesso viaggio, può dedicarsi alla sua passione per il metallo prezioso. Due eccellenze cittadine, una storica e una economica, diventano così i due binari sui quali corre l’avventura. Ancora oggi, nelle fiere di settore, quel numero di Topolino è molto richiesto”.