"Quarantatré anni nella scuola, di ruolo, senza un giorno di supplenza: ho fatto un anno extra per chiudere alcuni progetti, sto lavorando per l’avvio del prossimo, ma è tempo di andare in pensione anche se non riesco a entrare nell’ottica": la preside Emilia Ametrano saluta il liceo Brera, che affida ora a Gustavo Matassa.
Il primo incarico?
"A Napoli, come professoressa di Lettere alle medie: ho vinto il concorso nel 1983. Ero una ragazzina, ma facevo già l’archeologa: quando mi chiamarono per la scelta delle sedi non ci sono andata, mi interessavano di più i miei scavi...".
E cos’è successo?
"Mi arrivò la raccomandata: mi diedero la scuola del peggior ghetto di Torre Annunziata. Che a me però faceva comodo: scelsi il serale, così al mattino andavo a Pompei e poi tornavo in bicicletta e andavo a insegnare. Fu un’esperienza bellissima, in realtà. Mi sono trovata a lavorare con adulti analfabeti, li ho portati tutti al diploma e ho avuto belle soddisfazioni".






