HomeCultura e SpettacoliAtir, trent’anni da indipendenti: "Ma lo spirito è sempre da fanciulli"Le celebrazioni della storica compagnia si chiudono al Piccolo con un “best of“ e alcune sorpreseLe celebrazioni della storica compagnia si chiudono al Piccolo con un “best of“ e alcune sorpreseRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciIl baule è pieno. Se giusto si prova ad aprirlo, esplodono fuori una settantina di produzioni. Come fossero fuochi d’artificio. Un colorato frammento di memoria. Ed è esattamente quello che succederà sabato al Piccolo per la festa dei trent’anni di Atir. È da maggio che si brinda. D’altronde il compleanno è di quelli imponenti. E ora si chiude tutto allo Studio. Con un mosaico drammaturgico che racconta cosa è stata e cosa continua ad essere la compagnia indipendente milanese, fondata nel 1996 da una manciata di neodiplomati della Paolo Grassi, guidati da Serena Sinigaglia.
Appuntamento sabato dalle 19.30. Con una sorta di playlist di spettacoli, dediche e momenti musicali. Giù dal palcoscenico invece una mostra con immagini, bozzetti, costumi e materiale d’archivio a cura di Serena Serrani e Maria Spazzi. "Atir è un miracolo e abbiamo mantenuto uno spirito fanciullino, la curiosità di capire cosa ci circonda - sottolineava Sinigaglia qualche tempo fa al Giorno - Trent’anni fa eravamo dei ragazzi affamati, avevamo quella disperata vitalità di Pasolini, volevamo fare esperienza e giocare, attirati in maniera irresistibile dal teatro. Oggi dimostriamo una certa arte nell’invecchiare. Siamo persone del 900 che agiscono nell’assoluta convinzione che il teatro sia uno strumento prezioso di integrazione, inclusione, benessere relazionale. Abbiamo passato i primi dieci anni in maniera nomade, la decade successiva al Ringhiera e poi di nuovo senza casa. Ma la spinta è sempre stata quella di vedere il palcoscenico come una disciplina sociale".







