HomeMilanoCronacaDentro il borgo di Chiaravalle. Il prezzo del sogno suburbano: "Qui mancano i servizi basilari""Ormai non c’è più nulla". Denatalità, la sfida dell’ integrazione, sanità assente e piccole attività che chiudono. Ma c’è chi apprezza il silenzio e gli affitti più bassi rispetto alla metropoli: "Per me è il paradiso, spero resti così"."Ormai non c’è più nulla". Denatalità, la sfida dell’ integrazione, sanità assente e piccole attività che chiudono. Ma c’è chi apprezza il silenzio e gli affitti più bassi rispetto alla metropoli: "Per me è il paradiso, spero resti così".Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciAddio alla Milano verticale, ai grattacieli e ai rooftop, al chiasso e alla frenesia controllata della metropoli. Verso Sud — superato quello che ora è il bosco “diffuso” di Rogoredo con lo spaccio che si è spostato sui binari senza smettere di creare fantasmi e disperazione, con l’unica differenza che adesso sono “apparizioni” qua e là, così fingere di non vedere è più facile — si va verso il “sogno suburbano” di Chiaravalle, tra i canali leonardeschi.

Il piccolo borgo con poco più di mille anime è nato intorno all’ abbazia millenaria fondata da San Bernardo e al corso della Roggia del Vettabbia. Silenzio. Qui si cammina su una storia antichissima, che oggi però racconta tutti fenomeni attualissimi. La fotografia della denatalità è il parco giochi tenuto come un gioiello. Le altalene, il giardino fiorito, gli scivoli. Mancano i bambini. Quelli proprio non se ne vedono. Incontriamo però due ragazzi della comunità che vivono nella scuola gialla, che fu una scuola elementare. In totale vivono qui 16 minori stranieri non accompagnati con alle spalle già più di una vita vissuta e più di una morte scampata. Uno di loro, il più alto, è afgano. In Italia è solo da nove mesi e deve essere bravo a scuola, visto che formula le frasi con una certa disinvoltura. Peccato che la scuola l’ha lasciata perché sennò "come faccio a continuare gli studi senza soldi e senza una famiglia qui che mi aiuta. Prima lavoro, poi mi iscrivo all’università". Gli piacciono le materie tecniche: matematica, fisica, ingegneria. La base di tutti quei lavori che tanto serviranno nel mondo degli algoritmi. Spera però di andare via da Chiaravalle e dall’Italia. Il futuro lo sogna in Germania, in Francia. Intanto sosta qui. Un altro fenomeno attualissimo: gli scivoli vuoti e l’integrazione difficile di chi invece è giovane e viene da lontano e ora un futuro, qui, non lo vede comunque.