Scavi archeologici sul monte della Croce, dove è stato portato alla luce un insediamento dell’Età del Bronzo, poi occupato dagli EtruschiVedere la materia prendere forma come tremila anni fa non capita spesso: la storia esce dai libri per accendersi dal vivo sotto gli occhi del pubblico. Oggi, alle 15, la chiesa di Santa Maria Assunta a Santa Maria Villiana ospita un evento sperimentale legato alle scoperte del Monte della Croce. In parallelo alla presentazione dei risultati dell’ultima campagna di scavo, gli archeologi dell’Università di Bologna, affiancati dal ceramista Andrea La Torre, daranno vita a una spettacolare dimostrazione pratica: la cottura della ceramica in una fornace ricostruita sul modello di quella rinvenuta a Basilicanova in provincia di Parma. Il sito, guidato dal professor Claudio Cavazzuti e dal condirettore Cristiano Putzolu del Dipartimento di Storia Culture Civiltà di Unibo, compie tre anni e si conferma un grande laboratorio a cielo aperto.

Gli scavi hanno svelato un insediamento della tarda età del Bronzo (1350-1150 a.C.), successivamente occupato dagli Etruschi tra il VI e il IV secolo. Tra i reperti emersi spiccano oggetti in bronzo, ceramica, perle d’ambra, strumenti in pietra e persino un raro artiglio d’orso forato, che testimoniano tecnologie complesse e fitti contatti commerciali fino al mar Egeo. Nell’occasione verranno illustrati anche i dati archeobotanici e zooarcheologici curati in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia per ricostruire il clima e l’economia agro-silvo-pastorale dell’epoca. Sostenuto dal Comune, dalle associazioni locali e dalla cittadinanza, il progetto proseguirà nei prossimi tre anni. Ad anticipare l’incontro si terrà un pranzo conviviale con gli archeologi nel parco dei castagni (prenotazioni già chiuse), a testimonianza del forte legame con il territorio. In Appennino, anno dopo anno, si approfondisce il legame che unisce il passato remoto al presente.