HomeMassa CarraraCronacaIl Museo della Fornace. Via alla progettazione per farlo nascere a Palazzo BourdillonIl Comune incarica l’archeologo Stefano Genovesi di studiare l’esposizione. Gli scavi del 2011 ricoperti dopo la scoperta dei reperti dell’epoca romana .Il Comune incarica l’archeologo Stefano Genovesi di studiare l’esposizione. Gli scavi del 2011 ricoperti dopo la scoperta dei reperti dell’epoca romana .Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLa storia del Museo della Fornace riparte da un punto preciso: la città ha già un comitato scientifico provvisorio incaricato di definire l’impianto culturale dell’esposizione. La novità di oggi è che quel comitato, dopo le prime attività preparatorie, ha indicato la necessità di coinvolgere un archeologo specializzato, con esperienza diretta sul sito di Piazza Mercurio, per completare la progettazione scientifica del museo. L’amministrazione ha accolto questa indicazione e ha individuato in Stefano Genovesi il professionista a cui affidare la realizzazione del progetto scientifico dell’esposizione. Sembra chiudersi il cerchio su un percorso lunghissimo, iniziato addirittura 15 anni fa.

Nel 2011, durante la ripavimentazione della storica Piazza Mercurio, gli operai si imbatterono in un complesso artigianale che fu valutato essere di epoca romana, risalente ai tempi della colonia di Luni. La scoperta avvenne sotto la vigilanza della Soprintendenza, che ne riconobbe subito l’interesse culturale e la necessità di valorizzazione. Gli archeologi iniziarono a studiare le strutture e i reperti, ricostruendo un’attività produttiva che aveva attraversato secoli: anfore, laterizi, vasche di decantazione, tracce di un sistema artigianale che aveva caratterizzato la piazza fin dalla fondazione della colonia. Emerse un impianto produttivo romano di anfore, materiali edilizi, ferro e olio; un abitato del periodo longobardo; un cimitero con annessa chiesa bizantina; le tracce della creazione di una “platea” per il mercato attorno al 13° secolo. Le fornaci, tra le più grandi in Italia, facevano parte di un più ampio impianto per la lavorazione dell’argilla.