La casa è un diritto. E oggi, nei Campi Flegrei, resta la priorità. A un mese dalla scossa del 31 luglio, sono migliaia le persone ancora fuori dalle proprie abitazioni. La partita più urgente è quella di trovare una sistemazione dignitosa agli sfollati e, dove possibile, creare le condizioni per il rientro. Il Comune di Pozzuoli lavora a una norma che potrebbe consentire di utilizzare il contributo di autonoma sistemazione anche per garantire i contratti di locazione, con il pagamento diretto dei canoni da parte dell’ente. L’intervento «Stiamo lavorando a una norma che ci consenta di fare da garanti per i contratti di locazione, e con il Cas aiutare i cittadini a pagare i canoni», spiega il sindaco Gigi Manzoni. Un modello già sperimentato dal Comune di Napoli dopo il crollo della Vela Celeste di Scampia e gli sgomberi degli abitanti delle altre Vele. L’obiettivo è ampliare il ventaglio delle soluzioni a disposizione delle famiglie che non possono ancora rientrare nelle proprie case e che, dopo settimane di ospitalità negli alberghi o di sistemazioni provvisorie, hanno bisogno di una prospettiva più stabile.
«Questo ci può consentire di superare la vergognosa speculazione che alcuni stanno provando a mettere in atto sulla pelle dei nostri concittadini, già duramente provati - ribadisce il primo cittadino -. Ma non solo, stiamo lavorando con i Comuni limitrofi per uno sgravio dei tributi locali, come Tari e Imu, per chiunque decida di affittare un proprio immobile ad un cittadino di Pozzuoli colpito da ordinanza di sgombero». L’obiettivo è trovare una soluzione al problema del caro affitti, diventato nelle ultime settimane una delle emergenze denunciate dagli amministratori e dai comitati. Le segnalazioni arrivate ai Municipi parlano di canoni schizzati verso l’alto rispetto ai valori precedenti al terremoto: appartamenti che prima venivano affittati a 500 euro al mese vengono proposti anche a 1.500-1.700 euro. Il caso A complicare ulteriormente il mercato degli affitti c’è anche la domanda legata all’America’s Cup. A Pozzuoli alcuni proprietari stanno proponendo abitazioni a canoni mensili decisamente superiori ai valori di mercato, rivolgendosi soprattutto alla clientela straniera attesa per l’evento. In alcuni contratti sarebbe stata inserita anche una particolare «clausola scossa», che consentirebbe all’inquilino, in caso di terremoto, di lasciare l’alloggio senza corrispondere i canoni successivi. Una formula pensata evidentemente per tutelare gli affittuari stranieri dal rischio sismico, ma che si accompagna a prezzi di locazione già molto elevati e che contribuisce a fotografare la situazione anomala del mercato immobiliare flegreo. Parallelamente si lavora alla strada del rientro nelle abitazioni che possono essere recuperate con interventi di minore entità. Il sindaco Manzoni ricorda che circa il 40-45 per cento delle schede Aedes finora esaminate ha restituito esiti A, B o C. «Questo significa che con interventi semplici quasi la metà della popolazione oggi sfollata potrà rientrare nella propria casa», sottolinea.Per questo, in accordo con la Regione Campania, il Comune sta lavorando a un emendamento al decreto Campi Flegrei per introdurre un contributo una tantum destinato a finanziare i lavori di ristrutturazione. L’idea è consentire l’avvio degli interventi, arrivando nei casi previsti anche alla copertura totale dei costi, così da accelerare il ritorno nelle abitazioni. Il duello Sul tema delle risorse regionali si apre intanto un nuovo fronte. Il capo dell’opposizione in Consiglio regionale Gennaro Sangiuliano, insieme ai capigruppo del centrodestra (Massimo Pelliccia, Raffaele Maria Pisacane, Massimo Grimaldi e Sebastiano Odierna), chiede che i fondi stanziati siano utilizzati «con rapidità, efficienza e giustizia» e torna a criticare il no della maggioranza allo stato di emergenza e all’aumento dello stanziamento da 7 a 12 milioni di euro, oltre a chiedere l’estensione delle misure a Quarto e alla parte di Giugliano compresa nella zona rossa. Poi aggiunge: «Chiederemo subito ai sindaci che hanno ricevuto i fondi del Consiglio regionale di rendicontare la spesa che auspichiamo avvenga con onestà, efficienza e rapidità. La maggioranza che governa la regione Campania, con una decisione sovietica ha detto no allo stato di emergenza». La replica del Pd è netta: «La rendicontazione dei fondi è già prevista dalla legge regionale» e le questioni relative alla sospensione di tributi e mutui, così come all’estensione dei Comuni beneficiari, sono di competenza del Governo e del Parlamento.






