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A Pozzuoli, nell’area dei Campi Flegrei, più di metà delle oltre 500 famiglie che avevano chiesto fondi pubblici per riparare le case danneggiate dal terremoto del marzo 2025 si è vista respingere la domanda. Nella maggior parte dei casi, i rifiuti sono stati motivati con piccoli abusi edilizi all’interno degli appartamenti – verande chiuse, pareti spostate, finestre aggiunte – che secondo i comitati cittadini risalgono spesso a decenni fa ed esistevano già al momento dell’acquisto, all’insaputa di chi oggi ci abita. Molte persone sono ancora sfollate, costrette a vivere da amici e parenti o a pagare un affitto.
Le persone che abitano qui, nella zona a nord ovest di Napoli che oltre a Pozzuoli include i comuni di Bacoli, Monte di Procida e Quarto, sono abituate ai terremoti. I Campi Flegrei infatti sono una vasta area vulcanica interessata dal bradisismo, un processo di sollevamento e abbassamento che deforma il suolo, causando spesso terremoti preceduti da sciami sismici, ovvero centinaia e in alcuni casi migliaia di piccole scosse.
Ma il terremoto avvenuto nella notte tra il 12 e il 13 marzo dello scorso anno non è stato come gli altri. È stato particolarmente forte, con una magnitudo di 4.4, e ha portato migliaia di persone a riversarsi nelle strade e nelle piazze. La settimana successiva alla scossa centinaia di famiglie sono state costrette a lasciare le loro case, danneggiate o comunque ritenute non sicure dai vigili del fuoco.










