Il terremoto che ha colpito alle 5.50 di stamane l'area flegrea, di 4.4 gradi della scala Richter, ha particolarmente spaventato la popolazione dei quartieri a ovest di Napoli, in particolare Bagnoli e Fuorigrotta. Che però denunciano di non aver trovato alcun conforto o risposta nelle istituzioni.In molti sono scesi in strada, anche perché pare che alcune abitazioni abbiano subito dei danni. Si sono diretti nelle aree di accoglienza ex Nato e via Terracina, ma le hanno trovate chiuse. C'è chi si è recato lì pochi minuti dopo il sisma, chi alle 8: la protezione civile, sia in viale della Liberazione che in via Terracina non si è vista, così come il Comune di Napoli non ha inviato polizia municipale.Rosa Esposito, consigliera d'opposizione della X Municipalità (Bagnoli-Fuorigrotta), si è recata personalmente in entrambe le aree deputate ad accogliere cittadini in difficoltà in caso di eventi bradisismici. Ha documentato con due video la situazione: predisposte per ogni tipologia di emergenza, da quella abitativa a quella sanitaria, le aree sono entrambe chiuse, senza un solo addetto uno della protezione civile quantomeno a rispondere alle domande della cittadinanza. “Anche solo se i cittadini hanno paura, queste aree dovrebbero essere lì pronte per accoglierli, è assurdo che chi si è recato sul posto sia dovuto tornare indietro”, ci spiega Rosa Esposito.“Un hub dovrebbe essere sempre attivato o attivabile - commenta a NapoliToday Diego Civitillo, altro consigliere della X Municipalità - nella realtà dei fatti Comune e Regione non hanno alcuna struttura di intervento immediato, quindi non esiste un'organizzazione che possa aprire quelle aree quando di quelle aree c'è effettivamente il bisogno come stamattina”.