Il Mac mini M4 debuttò a 729 euro. Oggi il nuovo Mac mini M6 parte da 1.079 euro, 350 euro in più. Ma leggere questa differenza come un semplice rincaro sarebbe fuorviante: nel mezzo sono cambiati disponibilità e prezzi delle memorie, configurazioni di ingresso, rapporto euro-dollaro e, soprattutto, il posizionamento scelto da Apple per il suo desktop più economico.

La storia dei prezzi mostra infatti almeno tre fenomeni distinti. Prima Apple mantiene quasi immobile il listino del Mac mini M4 nonostante un cambio progressivamente più favorevole all’euro. Poi elimina temporaneamente la configurazione più economica, facendo salire di colpo la soglia minima di acquisto. Infine aumenta sensibilmente anche il prezzo delle stesse configurazioni M4, prima ancora dell’arrivo della nuova generazione.

Abbiamo quindi ricostruito l’andamento del prezzo ufficiale Apple in occasione delle variazioni di questi due anni, confrontandolo anche con il prezzo americano convertito in euro e maggiorato dell’IVA italiana del 22%. Il risultato permette di distinguere meglio ciò che deriva dalla configurazione scelta, ciò che può essere collegato al cambio e ciò che invece dipende dal modo in cui Apple costruisce i propri listini internazionali.