L'intelligenza artificiale ha un tale impatto nel mondo della tecnologia da sovvertire anche tradizioni ormai consolidate: Apple rompe il suo consueto calendario autunnale, gioca d’anticipo e punta forte sull'AI per i suoi Mac. Invece di attendere l'appuntamento dedicato ai computer di ottobre, un classico negli ultimi anni, ecco arrivare a fine agosto i rinnovati desktop ovvero Mac mini e Mac Studio.Saranno gli ultimi prodotti annunciati nella lunga era di Tim Cook come Ceo: dal primo settembre, secondo il calendario definito con molti mesi di anticipo, il ruolo apicale passerà al suo successore John Ternus.

Perché Apple anticipa l'uscita dei due modelliSe Apple anticipa l'uscita dei suoi mini pc è perché la richiesta del mercato è molto alta. Nell'ultimo trimestre fiscale, chiuso il 27 giugno, il fatturato dei Mac è cresciuto del 28,7% anno su anno, arrivando a 10,4 miliardi di dollari: il miglior trimestre di giugno di sempre per i Mac. Lo stesso Tim Cook aveva ammesso in precedenza che la domanda per Mac mini e Mac Studio legata ad agenti AI era cresciuta più rapidamente di quanto Apple avesse previsto, provocando una disponibilità molto più limitata del previsto. Tanto che l'azienda aveva alzato i prezzi e tolto dal mercato le versioni dei due prodotti con meno spazio di archiviazione. Far girare un modello AI di un certo peso richiede molta memoria, una banda (bandwidth) elevata e parecchia potenza di calcolo. Per questo l’architettura a memoria unificata dei chip Apple diventa particolarmente interessante: semplificando, Cpu, Gpu e Neural Engine (il chip dedicato all'AI) lavorano sullo stesso insieme di dati senza doverli continuamente spostare fra memorie separate. Lavorare in locale vuol dire ottenere più privacy e soprattutto nessun costo legato al consumo di token sui servizi remoti, che per chi fa un utilizzo massiccio dell'AI «agentica» inizia a diventare un fattore da considerare con molta attenzione.È proprio su questo terreno che Apple concentra gran parte dei miglioramenti.