La domanda di trasporto aereo non sembra arrestarsi, nonostante l’aumento del prezzo del carburante e le inevitabili ripercussioni sul costo dei biglietti. A fare la differenza, in questa fase, è soprattutto la disponibilità dei passeggeri a spendere qualcosa in più per viaggiare con maggiore comfort. Una tendenza che sta modificando rapidamente l’offerta delle compagnie aeree, soprattutto sulle rotte a lungo raggio.
La fascia che sta beneficiando maggiormente di questa trasformazione è quella intermedia tra Economy e Business: la Premium Economy. Ma il fenomeno non riguarda più soltanto chi viaggia per lavoro. Sempre più passeggeri leisure, cioè in viaggio per vacanza, scelgono di pagare un sovrapprezzo per avere più spazio, maggiore privacy e una seduta più confortevole, soprattutto quando il volo dura otto, dieci o più ore.
I risultati trimestrali di Delta Air Lines e United Airlines confermano la solidità della domanda sul mercato transatlantico: nel secondo trimestre i ricavi sulla tratta hanno registrato incrementi rispettivamente di circa il 7% e del 10%. La domanda robusta continua così, almeno per ora, a compensare l’impatto di un carburante più costoso. Tutte le compagnie americane stanno aggiungendo collegamenti per l’Europa: l’ultima è United che in Italia dal prossimo maggio avrà i collegamenti per Cagliari, Olbia da Newark/New York e per Milano Malpensa da Washington DC.






