di
Leonard Berberi
Un passeggero su 18 l’anno scorso ha viaggiato in Prima classe e Business sui voli internazionali, secondo la Iata. Le compagnie stanno puntando sempre di più su una cabina che vale anche la metà dei ricavi passeggeri
Nel 2025 i passeggeri che hanno volato nelle cabine “premium” degli aerei (Prima classe e Business) sulle rotte internazionali hanno sfiorato quota 110 milioni, il dato più alto di sempre. Non solo perché le compagnie stanno investendo molto nella parte anteriore della fusoliera, ma anche perché, dopo la pandemia, sempre più persone stanno spendendo per riposare in poltrone che diventano letti, usare le porte per la privacy, guardare i film su maxischermi ad alta definizione, indossare i pigiami, mangiare cibo di alta qualità, bere champagne, farsi la doccia in alta quota e avere accesso esclusivo alle lounge.
Pochi posti, tanti ricaviAnche se l’anno scorso solo il 7% dei sedili in vendita era di classe Prima o Business sui voli nazionali e internazionali (il 92% di Economy e l’1% in Premium economy) – stando ai calcoli del Corriere sulla base dei dati forniti dalla piattaforma specializzata Cirium –, questi hanno generato in media il 22-24% dei ricavi passeggeri per le compagnie aeree. Con vettori, come Delta Air Lines e United Airlines, che ormai da un paio d’anni vedono gli introiti delle cabine premium superare il 50% per quanto riguarda la vendita dei biglietti. La sola Delta nel secondo trimestre di quest’anno ha fatturato un miliardo di dollari in più rispetto allo stesso periodo del 2025.










