I dati CISE analizzati da Bidimedia confermano la tesi di Stefano Bonaccini sul livello di istruzione dell’elettorato di centrodestra, finita al centro delle polemiche dopo l’attacco di Meloni. Alle europee 2024 il 54% di chi ha la licenza media ha votato a destra, contro il 27% dei laureati. A sinistra si registra invece la dinamica opposta.
Le dichiarazioni di Stefano Bonaccini, che individuava tra le caratteristiche dell'elettorato di centrodestra un basso livello di scolarizzazione, hanno fatto discutere. Soprattutto dopo che Giorgia Meloni ha deciso di rispondere, accusando il presidente del Pd di non rispettare gli elettori. Successivamente Bonaccini ha chiarito meglio la sua posizione, evidenziando che esistono diversi studi e analisi a supporto. Al di là delle polemiche, la frase dell'esponente dem è vera. Lo conferma un sondaggio di Bidimedia basato sui dati calcolati dall'Istituto CISE – Centro Italiano Studi Elettorali in occasioni delle Europee 2024.
Nello specifico la frase incriminata era questa: "Il voto al primo e al secondo Trump, quello sulla Brexit, quello in Germania a destra, quello a Le Pen in Francia, quello in Italia a Meloni, Salvini e oggi forse a Vannacci, vede in maniera maggioritaria il voto di chi ha poco studiato e di chi vive nelle aree interne o nelle periferie delle città e di chi sta peggio economicamente". Tecnicamente Bonaccini non ha sbagliato. Ogni elettorato infatti è accomunato da una serie di elementi (tra cui il livello d'istruzione) che possono variare a seconda dell'orientamento. Nel caso di quello di centrodestra, il profilo che emerge è in linea con la tesi di Bonaccini.










