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Gennaro Scala

L'organo europeo apre un'indagine dopo i playoff di Europa League. Protesta il Memoriale di Srebrenica: «La società ha diffuso consapevolmente la glorificazione di un condannato per genocidio»

La Uefa ha aperto un procedimento disciplinare contro la Stella Rossa di Belgrado per la glorificazione di Ratko Mladić, l'ex generale serbo-bosniaco condannato per il genocidio di Srebrenica e morto poche ore prima dell'incontro dopo una lunga malattia. Come rivelato dal sito inglese The Athletic, il club serbo ha condiviso sui propri canali social ufficiali le immagini dei tifosi che, durante la sfida di giovedì sera nei playoff di Europa League contro il Viktoria Plzeň, sventolavano striscioni con la scritta «Generale, onore e gratitudine eterni». Il post della società era accompagnato anche da un'emoji con un saluto militare. Durante l'incontro sono stati inoltre registrati cori espliciti a sostegno dell'ex militare.

Mladić, ex generale dell'esercito jugoslavo, è divenuto noto per le sue azioni durante le guerre nei Balcani all'inizio degli anni Novanta. In particolare, è stato capo di stato maggiore dell'esercito della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina tra il 1992 e il 1995. In questa veste si è reso responsabile di numerosi crimini contro l'umanità, tra cui il drammatico assedio di Sarajevo e il massacro di Srebrenica, azioni che gli sono valse i soprannomi di «boia di Srebrenica» e di «macellaio dei Balcani». Arrestato nel maggio del 2011 dopo una lunga latitanza, è stato successivamente condannato all'ergastolo dal Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia con le accuse di crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio. Venerdì l'organo di governo del calcio europeo ha confermato l'avvio dell'indagine formale, contestando alla Stella Rossa tre capi d'accusa. Il club di Belgrado dovrà rispondere di comportamento razzista e discriminatorio, di trasmissione di un messaggio non adatto a un evento sportivo e di condotta scorretta della squadra.