di
Valentina Santarpia
La vocazione internazionale e la politica anche fuori dal Movimento: parabola dell'attivista che dopo 11 anni e mezzo di militanza aveva lasciato i 5 Stelle. E che con «Schierarsi», l'ultima creatura, sembrava essere tornato ad avere aspirazioni elettorali
Alessandro Di Battista, 48 anni - che nella notte tra venerdì 28 e sabato 29 agosto è stato colpito da un malore e si trova attualmente ricoverato, in gravi condizioni, a Cuba -, è stato uno dei volti più riconoscibili, combattivi e divisivi della prima stagione del Movimento 5 Stelle.
Il «Dibba», come lo chiamano sostenitori e avversari, appartiene alla generazione cresciuta nei meetup e nelle piazze di Beppe Grillo, quella che aveva fatto dell'«uno vale uno», della democrazia diretta e della contrapposizione ai partiti tradizionali i pilastri di una nuova idea della politica. Un interprete dell'anima movimentista e radicale del M5s, che ha spesso trasformato la militanza in una forma di comunicazione politica immediata, diretta, spesso aspra.













